Cos’è il money management

Il mondo del trading non si basa solo sulle strategie e sulla capacità di vendere o comprare nel momento giusto. Alla base del trading vi deve essere la capacità, soprattutto, di saper gestire il proprio capitale, saper fare il cosiddetto money management.

La maggior parte delle piattaforme di broker online – inclusa GTCM – permettono l’iscrizione a fronte di un capitale di investimento minimo di 100 €, alcune piattaforme per incentivare l’iscrizione “regalano” un bonus di iscrizione; ma anche questo investimento di partenza è inutile se non si sa farlo fruttare con la sua corretta gestione.

Esiste, dunque, un modo per gestire al meglio il proprio capitale quando si opera nel trading? La risposta è ovviamente sì. La buona gestione del capitale è la prima regola del trading e di qualsiasi forma di investimento.

Come mettere a punto un buon money management

money managementLa gestione del capitale o money management non deve essere confuso con il rischio di gestione che appartiene ad un altro capitolo del trading che riguarda strettamente i rischi dell’operare in opzioni binarie e la comprensione degli strumenti.

La gestione del capitale, invece, ha strettamente a che vedere con la messa a punto di tecniche che riducano perdite incontrollate e massimizzino i guadagni. Una buona gestione del capitale deve, quindi, tener presente che nell’attività di investimento occorre fare attenzione:

  • Alla formazione del portafoglio;
  • Alla diversificazione;
  • All’impostazione dello stop loss;
  • Al rapporto tra rischio e rendimento di ogni operazione di trading.

In una qualsiasi azione di trading, occorre dunque:

  • Stabilire un’analisi tecnica che indica cosa comprare;
  • Determinare il timing per sapere quando comprare;
  • Gestire il capitale per stabilire quanto investire.

Vi sono dei concetti chiave da considerare quando si decide di operare nel trading:

  • Con il trading c’è sempre il rischio di perdere;
  • Ogni perdita è nel 90% dei casi irrecuperabile;
  • Occorre stabilire il proprio drawdown, il limite di perdita che ci si può concedere;
  • Destinare un budget che non vada a intaccare le risorse economiche necessarie alla vita quotidiana propria e della famiglia;
  • Definire le aspettative;
  • Puntare alla conservazione del capitale.

Sebbene si dica che il trading in opzioni binarie sia tra gli strumenti finanziari più semplici e intuitivi con i quali generare profitti è altrettanto vero che è quello a maggior rischio di perdite, per questo il money manegement è irrinunciabile ed è persino possibile calcolarlo, mettere a punto una strategia di gestione ancor prima di una strategia di investimento.

Tutto si basa sulle aspettative, vale a dire il denaro che un trader mette in conto di poter vincere o perdere, con l’obiettivo di minimizzare le perdite, massimizzare i profitti, investire solo quando ci possiamo permettere di perdere qualcosa e esclusivamente in base al capitale determinato per quell’attività.

Si può calcolare esattamente il proprio indice di drawdown che è l’espressione percentuale della quantità di denaro che si è disposti a perdere nel trading in rapporto al capitale che si ha a disposizione. Il range di drawdown è la differenza tra il picco massimo e minimo di denaro disposti a perdere, definita equity line.

A questo punto la gestione del capitale si basa sul calcolo della somma da investire in ogni singola operazione di trading senza mai adottare degli schemi ripetitivi che possono andar bene per un asset, ma non per tutti. I traders esperti consigliano, in proporzione a qualsiasi capitale, di non investire più del 2% del capitale per ogni singola operazione: una tecnica conservativa, ma che mette al riparo da dolorose perdite.

La pianificazione di un money management coscienzioso non può prescindere dalle seguenti regole:

  • L’obiettivo principale è salvaguardare il capitale;
  • operare seguendo una strategia definita a priori;
  • testare sempre le strategie con i conti demo;
  • utilizzare il capitale reale solo quando si è veramente degli esperti;
  • prendere le decisioni solo a mercati chiusi;
  • usare sempre stop loss protettivi impostandoli in momenti in cui si esegue un ordine;
  • ottimizzare le perdite e lasciare correre i profitti;
  • diversificare gli asset;
  • diversificare i trade;
  • incrementare l’esposizione su un titolo;
  • utilizzare un rapporto di rischio rendimento in base alle proprie possibilità;
  • non farsi influenzare dai media finanziari;
  • destinare al trading non più del 50% del capitale totale;
  • non rischiare più del 2% del capitale destinato al trading.

Infine, da non sottovalutare gli aspetti psicologici: un buon trader non deve lasciarsi prendere dall’onda emotiva – soprattutto quando è in perdita e desidera recuperare l’irrecuperabile – occorre lucidità, costanza, sangue freddo e scrupolosità.

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